Salta al contenuto principale

Il Museo del Novecento

Immergetevi in un’esperienza multimediale per percorrere il passato, comprendere il presente e immaginare il futuro.

La Fondazione di Venezia regala alla città, al paese, al mondo un museo della nazione perché gli italiani conoscano il secolo che più ha contribuito a creare la loro identità odierna, nella convinzione che la conoscenza è la base indispensabile per progettare il futuro individuale e collettivo. Un museo simile mancava, sinora, all’Italia. Nell’ideare e realizzare il Museo del Novecento (M9), la Fondazione di Venezia ha inteso colmare questa lacuna, creando un luogo nel quale gli italiani possono non solo riscoprire da dove vengono ma anche capire che il passato, ricco ma contradditorio, apre alla costruzione del futuro.


Il Novecento è stato anche per l’Italia, e forse più che per altri paesi, il secolo delle massime contraddizioni: miglioramenti rapidissimi e prima impensabili nelle condizioni di vita e nel benessere della popolazione sono avvenuti accanto a immani tragedie consumate nelle guerre più distruttive che la storia ricordi e in crisi economiche anch’esse senza precedenti. Sviluppi e distruzioni che hanno profondamente mutato le condizioni di vita, le abitudini, la cultura del nostro paese, ben oltre la soglia del ventunesimo secolo. 

Questo percorso collettivo, che si snoda lungo un arco temporale di oltre un secolo, è reso vivo da un museo originale, innovativo ed emotivamente coinvolgente, che pone la multimedialità e l’interattività al servizio della narrazione storica.  Il visitatore sarà immerso nei cambiamenti della cultura, degli stili di vita, dei paesaggi naturali e urbani, della scienza e del lavoro che hanno caratterizzato l’accelerazione che la storia ha impresso al ventesimo secolo, sino ai giorni nostri, e sarà condotto a comprendere i movimenti della popolazione, dell’economia, della politica che stanno alla base di questi cambiamenti e che con essi hanno interagito.

Proverà l’emozione di trovarsi in una piazza affollata ad ascoltare grandi oratori, si sentirà schiacciato dall’esperienza di due guerre immani, comprenderà la durezza del lavoro di fabbrica sperimentando i ritmi delle catene di montaggio, si immergerà negli abbigliamenti, nelle abitazioni, nella cucina dei suoi bisnonni, nonni e genitori rivivendone la vita quotidiana, vedrà cambiare le campagne e le città, ritroverà i dialetti di tutta l’Italia e molte, molte altre cose ancora.   Il Museo del Novecento sarà il luogo - alcuni hanno suggerito “la piazza” - dove gli italiani e tutti quelli che sono interessati all’Italia possono incontrarsi, scoprire le proprie origini e gli sviluppi delle cose che ci circondano, confrontandosi su come proiettarle verso il futuro. 

Il Museo sarà un organismo vivo, in costante evoluzione, come vogliono anche le tecnologie adottate, rinnovato ogni anno, con la cultura e i metodi di un laboratorio aperto alle sollecitazioni dei mutamenti culturali, tecnologici, sociali e politici, nella consapevolezza che la storia viene sempre rivisitata partendo dai problemi di oggi, con l’occhio attento ai mutamenti che si aprono al futuro.


Il Museo nasce nel centro di Mestre, a sua volta baricentro di una dinamica area metropolitana (che insiste su Venezia, Treviso e Padova) di oltre due milioni e mezzo di abitanti, un’area affacciata sulla grande laguna veneta, laboratorio unico al mondo delle enormi trasformazioni sociali, economiche, culturali, ambientali del Ventesimo secolo, delle quali è, al tempo stesso, simbolo e custode della memoria storica.

Il Museo è organizzato attorno a otto grandi sezioni tematiche, ciascuna vivibile in modi diversi, complementari: l’emozione, il coinvolgimento, l’informazione generale, le miriadi di dettagli storici che ciascuno può approfondire a piacere, le storie di persone, famiglie, imprese. Saranno suggerite modalità di visita adatte agli interessi e alle esigenze di ciascun visitatore: per chi vuole avere un’idea complessiva della grande storia italiana, per chi ne vuole approfondire aspetti specifici, per gli studenti liceali e universitari, per i bambini, per gli italiani all’estero, discendenti di chi, emigrando, trovò una patria altrove senza però abbandonare quella d’origine.

1. Come eravamo, come siamo.
Demografia e strutture sociali.

La popolazione sta alla radice di tutto. La storia del Novecento italiano è fatta dalle donne e dagli uomini che hanno abitato la nostra penisola. La prima sezione è dunque dedicata ai cambiamenti demografici, antropometrici e sociali della popolazione italiana dall’Unità ad oggi.
Viene messo in luce l’impatto che le condizioni ambientali, i flussi migratori, gli eventi bellici e le dinamiche economiche hanno esercitato sulla dimensione e sulla composizione della popolazione, sui ruoli sociali e sulle dinamiche delle strutture familiari, profondamente mutate nel corso del tempo.


Dal 1901 a oggi la popolazione italiana è raddoppiata mentre i nuclei familiari si sono progressivamente ristretti; le forme dei nostri corpi e le nostre fisionomie sono radicalmente cambiate ed è variato il modo di nascere, crescere, invecchiare e morire, in un quadro in cui i ruoli sociali legati alle diverse età hanno registrato enormi cambiamenti.
Sono mutate le durate, le forme e le cause istitutive dei nostri legami familiari, con trasformazioni delle forme della convivenza, del modo stesso di intendere e vivere la famiglia, dal fidanzamento al matrimonio, dalle separazioni ai divorzi, alle unioni di fatto.

2. The Italian way of life.
Consumi, costumi e stili di vita.

Il visitatore è guidato in un viaggio nel tempo alla scoperta di quanto sono cambiati nel Novecento i modelli di consumo e gli stili di vita. I diversi ambienti domestici, i riti della sociabilità, gli elementi caratteristici della cultura materiale italiana sono ricostruiti attraverso scenari immersivi, con l’uso di tecniche 3D e realtà virtuale mutuati dalle tecniche cinematografiche e dalla grafica computerizzata.

La casa è vista come metafora dell’evoluzione degli stili di vita: illustra e riassume molte delle trasformazioni dei consumi, dei comportamenti, della socialità degli italiani, nelle differenti stratificazioni sociali che hanno caratterizzato le varie epoche del Novecento. Essa è il luogo ideale per raccontare l’evoluzione degli spazi abitativi e della vita domestica, ma anche i cambiamenti dei ruoli, delle abitudini e delle relazioni all’interno delle famiglie e le mutazioni del sistema produttivo, dei riferimenti culturali e dei modelli di consumo dominanti.

La sezione invita il visitatore a considerare come il cambiamento sia stato favorito anche dall’introduzione di nuove soluzioni tecnologiche, nuovi prodotti e nuovi sistemi di produzione e dall’influsso dei mezzi di comunicazione di massa - in particolare dalla pubblicità commerciale - modificando costantemente l’uso e la percezione del tempo e dello spazio.

3. La corsa al progresso.
Scienza, tecnologia, innovazione.

La tecnologia è oggi un punto centrale delle nostre vite. In modo forse meno immediatamente percepibile, ma altrettanto decisivo, ha influito sulla vita degli italiani per tutto il Novecento.  La sezione conduce il visitatore dietro le quinte della vita quotidiana per scoprire i meccanismi che, in tutta la loro ricchezza e contraddittorietà, ne hanno spinto la trasformazione. Grazie a una serie di installazioni interattive i visitatori possono conoscere, smontare e rimontare gli oggetti che hanno cambiato più in profondità le abitudini, i ritmi e la vita degli italiani – dalla lampadina alla lavatrice, dalla doccia al telecomando, dal telefono cellulare al bancomat – illustrandone la genesi progettuale e l’impatto sulla vita di ognuno di noi.

Le evoluzioni della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico sono viste attraverso le biografie dei principali scienziati, ricercatori e innovatori. Gli oggetti più comuni sono la chiave narrativa che svela l’evoluzione dei sistemi infrastrutturali che hanno reso possibile lo stile di vita cui siamo abituati: dalla rete ferroviaria a quella elettrica, idrica, autostradale, radiotelevisiva, telefonica sino alla fibra ottica.

Malgrado gli enormi benefici, oggi il ruolo della scienza e della tecnologia nella nostra società è ambivalente. Nella sezione sono evidenziate sia le difficoltà e le scomodità che la nostra vita avrebbe registrato senza le conquiste tecnologiche, mediche e scientifiche del Novecento, sia le conseguenze negative, dallo sviluppo di armi di distruzione di massa all’inquinamento, che le medesime evoluzioni hanno contestualmente accelerato o favorito.

4. Soldi soldi soldi.
Economia, lavoro, produzione e benessere.

Il Novecento è il periodo in cui gli italiani spiccano “il grande balzo”, abbandonando la miseria che aveva caratterizzato la vita della stragrande maggioranza della popolazione nei secoli precedenti.

Le condizioni di estrema povertà e arretratezza che affliggono il paese all’inizio del ventesimo secolo si evolvono nei decenni successivi; l’economia di sussistenza che connota le vite di milioni di contadini sempre in lotta con la fame si evolve grazie all’industrializzazione diffusa e al successivo passaggio a una società terziarizzata, che conquista crescite reddituali, conosce le gioie dei consumi di massa e registra una ricchezza diffusa, quanto meno sino all’inizio della grande crisi degli ultimi dieci anni.

Ma il benessere dura per sempre? C’è il rischio di tornare poveri? E come è stato possibile che nel giro di cent’anni sia avvenuto il passaggio da contadini ad operai, da operai a impiegati, da impiegati a precari?

La quarta sezione solleva queste domande, evidenziando il tragitto discontinuo – in termini temporali e geografici – della “modernizzazione” del sistema economico e produttivo italiano, attraverso la giustapposizione di due blocchi tematici: da un lato si racconta come è cambiata l’Italia del lavoro e della produzione e dall’altro si illustrano le ricadute sociali che tali cambiamenti hanno prodotto nel tempo.  

5. Guardiamoci intorno.
Paesaggi e insediamenti urbani.

Le trasformazioni economiche e sociali del ’900 non hanno modificato solo gli usi e i costumi degli italiani, ma anche gli spazi in cui vivono e i paesaggi che osservano. Non c’è luogo o panorama che non sia profondamente cambiato – talvolta anche in modo radicale – nel corso degli ultimi centovent’ anni, spesso antropizzandosi, ma talora anche recuperando la natura.

La quinta sezione accompagna pertanto il visitatore in un viaggio attraverso le campagne e le città, le selve alpine e le zone costiere, i luoghi naturali e gli spazi artificiali, raccontando le ragioni e le modalità con cui il territorio in cui viviamo è stato modellato, governato e talvolta irrimediabilmente alterato.

Lo sguardo del visitatore potrà posarsi sui tanti elementi che connotano i diversi paesaggi italiani, dai cento campanili dei nostri borghi storici alle conurbazioni della megalopoli padana, dalle imponenti urbanizzazioni postbelliche alle radicali mutazioni delle zone montane e di quelle costiere, evidenziando le cesure storiche e i momenti cruciali delle loro principali trasformazioni.

6. Res publica.
Lo Stato, le istituzioni, la politica.

La piazza è lo spazio pubblico per antonomasia, ma è anche la metafora della nostra appartenenza a una collettività.

La sezione assume questa metafora quale punto di partenza per raccontare gli eventi e i fenomeni collettivi che hanno scandito l’evoluzione politica e istituzionale del paese e le tensioni maturate tra l’acquisizione della cittadinanza e l’apprendimento – non sempre facile -  delle regole del gioco della convivenza democratica.

Che cosa significa essere cittadine e cittadini? Quali i doveri e quali i diritti? Quali sono gli oneri e le responsabilità derivanti dal fare parte di una sociatà?

In quali momenti la partecipazione di massa degli italiani ha cambiato il corso della storia? Quali i leader carismatici che hanno guidato il paese?

In un momento storico in cui le generazioni più giovani sembrano aver perso coscienza della lunghezza e della durezza del percorso che ha portato all’acquisizione di diritti politici e sociali, la sezione immerge il visitatore negli scenari che hanno segnato le tappe salienti di tale epopea. Dalla monarchia alla repubblica, dalla pace alla guerra, dal totalitarismo alla conquista della democrazia, i momenti topici della “grande storia” sono rivissuti negli sguardi dei milioni di italiani che li hanno attraversati, vissuti, subiti e celebrati. 

7. Fare gli italiani.
Educazione, formazione e informazione.

Al momento dell’Unità, più che a un popolo gli italiani assomigliavano alle tessere di un grande puzzle: tutte diverse e difficili da comporre.

La prima missione del neonato stato unitario è consistita nel promuovere l’insegnamento e l’apprendimento di una lingua comune, che permettesse una conoscenza reciproca e diffondesse una cultura nazionale capace di creare un senso di appartenenza condiviso.

Il compimento di questo processo ha avuto bisogno di tempi lunghi e ha incontrato notevoli difficoltà, ma si è realizzato grazie al contributo delle istituzioni scolastiche e degli altri agenti della nazionalizzazione: la chiesa, l’esercito, la politica e i mezzi della comunicazione di massa.

Se l’apprendimento della lingua nazionale e il lento percorso della scolarizzazione di massa che ha sconfitto l’analfabetismo rappresentano il filo rosso del percorso di visita, l’organizzazione volutamente labirintica della sezione induce il pubblico a riflettere anche sulle cause che spiegano la resistenza dei tanti dialetti, le “lingue” degli affetti e della tradizione, delle origini e delle radici.

8. Per farci riconoscere.
Che cosa ci fa sentire italiani.

Che cosa ci fa sentire italiani? Che cosa ci induce a sentirci membri di una comunità nazionale, a vederci simili o diversi ai nostri vicini? Luoghi comuni, stereotipi, abitudini, vezzi, modi di dire e di fare. Ma anche una cultura, espressione del genio italico, che ci distingue nel mondo e ci unisce, in analogia o contrapposizione con gli altri popoli.

La sezione chiede al visitatore di interrogarsi su quale sia oggi l’identità italiana, partendo dalle produzioni e dai consumi culturali. Una grande installazione enciclopedica racconterà le vicende letterarie, artistiche, cinematografiche, musicali, televisive e sportive del paese. Una specifica installazione illustra il ruolo delle religioni nella formazione dell’identità italiana.

Sono ripercorsi, in chiave fortemente autoironica, gli stereotipi e i pregiudizi con cui ci siamo raccontati: quelli che riguardano le tante identità regionali, i modi con cui interpretiamo le identità estere e i termini - non sempre lusinghieri - con cui gli stranieri descrivono i nostri vizi e le nostre virtù.

Le mostre temporanee e l'Auditorium-Cinema

L’offerta culturale di M9 comprende inoltre un grande spazio per esposizioni temporanee al terzo piano dell’edificio museale e, al piano terra, unicum in Italia, un Auditorium–Cinema con schermo 4k e 200 posti dotati di visori VR per proiezioni collettive di realtà virtuale.

2.610

esposizione permanente
1° e 2° piano

1.400

esposizioni temporanee
3° piano

280

Auditorium/Cinema 4K da 200 posti dotati di visori VR
piano terra

8 sezioni tematiche

per il racconto del ’900

106 ARCHIVI ITALIANI

hanno fornito materiali digitali

60 INSTALLAZIONI

multimediali e interattive

47 curatori

tra storici, sociologi, architetti, scrittori 

5 studi di multimedia e interaction design

hanno progettato le installazioni